Teglie di Rabbia
Sabato 7 aprile @Vag61 ore 19:00 – Presentazione di Teglie di rabbia, alla presenza dell’autore
La letteratura working class svedese sbarca finalmente in Italia.
Henrik Johansson, sarà in tour con le sue “Teglie di rabbia” dal 2 al 15 aprile, passando da Pisa, Bologna, Reggio Emilia, Genova e Livorno. E il 12 aprile sarà al Festival di letteratura working class a Campi Bisenzio (Fi).
Cresciuto in una famiglia della classe lavoratrice svedese, Johansson ha lavorato come operaio in una panetteria industriale e poi come cuoco. Scrive regolarmente su “Klass”, organo dell’Associazione degli scrittori working class svedesi.
“Teglie di rabbia” racconta la storia di Raya, giovane operaia addetta ai forni di un panificio industriale. Una storia che comincia come un romanzo di fabbrica, ma in una notte di tempesta prende rapidamente le tinte di una tragedia shakespeariana, dove il potere e il tradimento incombono e i protagonisti si trovano bloccati in un impianto, di notte, nella furia degli elementi, in una versione nordica e industriale di un giallo classico.
Teglie di rabbia
di Henrik Johansson(Autore) | Andrea Berardini(Traduttore) | Edizioni Alegre, 2026
Raya, giovane operaia addetta ai forni di un panificio industriale, è cresciuta in fabbrica: sua madre lavora al confezionamento, il patrigno Werner è un caporeparto. La fabbrica per Raya è una seconda casa, ma anche uno spazio di tensione, paura e fatica. A fianco di Raya, inquieta per l’assenza dell’unica altra donna del reparto, si alternano Adrian, un giovane interinale; Iván, un immigrato cileno, infornatore abile ma condannato alla precarietà; e Roy, veterano dell’impasto, volgare e sessista, incarnazione di una cultura maschilista e cinica contro cui Raya lotta senza esitazioni. Per sopravvivere in questa fabbrica di pane, ci sono due strade: o accettare e normalizzare favoritismi, silenzi e abusi, o provare a lottare per un lavoro degno resistendo a un sistema che, attraverso la precarietà, consuma le persone come un impasto di farina e lievito. Così il pane, simbolo di cura e condivisione, può diventare un emblema di riscatto, perché “compagno” è – alla lettera – chi mangia il pane con te. Ma questa storia, che comincia come un romanzo di fabbrica, in una notte di tempesta prende rapidamente le tinte di una tragedia shakesperiana, dove il potere e il tradimento incombono e i protagonisti si trovano bloccati in un impianto, di notte, nella furia degli elementi, in una versione nordica e industriale di un giallo classico. Un racconto dall’ultima generazione della letteratura working class svedese, un filone che ha una genealogia alle spalle enorme e un vivace scenario contemporaneo, che finalmente arriva al pubblico italiano.