Presentazione del libro, Controdizionario del confine
Presentazione del libro:
Controdizionario del confine
Parole alla deriva nel Mediterraneo centrale
Equipaggio della Tanimar
(Tamu Edizioni)
Con l3 autor3:
- Enrico Fravega (Università di Genova)
- Jacopo Anderlini (Università di Parma)
- Luca Giliberti (Università di Parma)
- Vincenza Pellegrino (Università di Parma)
Navigando in mare aperto bisogna avere con sé strumenti per non andare alla deriva. Nell'oceano delle migrazioni contemporanee, solcato da fratture di classe, genere e provenienza che come linee su una mappa delimitano chi può spostarsi comodamente e chi rischia la vita per sfidare frontiere militarizzate, anche le parole sono una scialuppa di salvataggio.
L'Europa ha chiuso i propri confini meridionali rendendo il Mediterraneo un posto di frontiera, appaltandone il controllo a polizie nazionali e transnazionali o delegando colonialmente questa violenza strutturale ai governi autoritari di alcuni paesi di transito.
Le persone la cui libertà di movimento è stata limitata hanno elaborato – ibridando lingue e risignificando termini esistenti – un linguaggio non neutro, opposto alle retoriche occidentali criminalizzanti, che restituisce il loro punto di vista e il modo in cui il viaggio è vissuto e raccontato.
Parole con cui chiamare alleati, luoghi e mezzi ma anche scovare nemici, pericoli e contraddizioni, descrivere forme di solidarietà e atti di violenza. Strumenti per conoscersi e riconoscersi tentando di rompere il confine. Il Controdizionario che le raccoglie è una bussola imprescindibile per chiunque voglia orientarsi nel mare delle migrazioni, intersecare le rotte e navigare insieme.
Evento nell'ambito dello Sciopero alla Rovescia della Didattica per la Palestina